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APC Alto Potenziale Cognitivo – F.A.Q.

Come faccio a riconoscere un bambino Plusdotato?
Quali sono le loro caratteristiche?

Riconoscere un bambino plusdotato non è sempre facile. Ci sono però alcuni segnali che consentono di ipotizzare e riconoscere un alto potenziale cognitivo. I bambini APC spesso iniziano a parlare e/o scrivere molto presto autonomamente, fanno calcoli, disegnano in modo articolato, sono molto curiosi, fanno domande particolari anche sul senso della vita, sono perfezionisti, sono molto sensibili, hanno un grande senso della Giustizia, sono ironici, comprendono concetti astratti. Possono essere preoccupati per la morte, per il futuro o per altre questioni che generalmente non rientrano negli interessi dei coetanei. Possono presentare un’alta competenza di leadership o, viceversa, possono isolarsi ed avere difficoltà relazionali e sociali. Spesso infatti, la loro maturità intellettuale non consente di condividere esperienze piacevoli con i propri pari. Ricercano frequentemente il colloquio con gli adulti. Hanno interessi particolari per materie difficili come l’astronomia la biologia e la matematica, i risultati scolastici possono essere molto buoni con poco studio, ma non sempre il rendimento corrisponde alle effettive capacità. Per le difficoltà che possono avere nell’integrazione con i propri pari e nel riconoscersi all’interno di un gruppo sociale ben definito nelle sue caratteristiche di sviluppo, possono vivere un senso di bassa autostima. Amano in genere la competizione e spesso è la loro motivazione principale. Non sempre lo sviluppo fisico motorio corrisponde alle alte capacità cognitive.

E’ un fattore genetico?

Spesso, ma non sempre, l’alto potenziale cognitivo o la plusdotazione hanno origini genetiche. Un genogramma può aiutare a comprendere le relazioni sulla base di queste caratteristiche familiari ed esperienziali.

I bambini gifted sono dei geni?

Non sempre una grande intelligenza corrisponde alla genialità. La genialità è contraddistinta anche da una grande dose di creatività, che porta ad agire in modo diverso e nuovo, valutando le cose e le situazioni da un’altro punto di vista e provando a fare ciò che altri non hanno fatto prima. Una persona molto intelligente può invece anche solo collegare i fatti molto velocemente ma su schemi di base già consolidati.

I bambini plusdotati possono avere anche un DSA?

Ci sono bambini plusdotati che presentano anche un aspetto di disturbo di apprendimento. Questo li rende bambini doppiamente eccezionali. Ad un alto potenziale cognitivo accostano performance deficitarie in ambito specifico dell’apprendimento. In questi soggetti è importante intervenire sia per compensare il disturbo che per nutrire l’alto potenziale.

Che cosa si intende per doppia diagnosi?

Contemporanea presenza di alto potenziale e di disturbi specifici, fisici o comportamentali E’ importante che entrambi gli aspetti siano diagnosticati per attuare gli opportuni interventi in una presa in carico globale della persona.

Cosa Signidica avere un bambino APC?

Avere un bambino APC significa essere posti di fronte alla necessità di accogliere comportamenti, sensazioni, pensieri, richieste ed esigenze spesso fuori dai canoni di comportamento classici relativi a bambini dell’età anagrafica corrispondente. Significa dover sviluppare grande empatia e sensibilità per poter soddisfare le esigenze del bambino e valorizzare gli aspetti che connotano la sua diversità cognitiva. E’ necessario fare in modo che i piccoli si sentano accolti, benvoluti ed accettati, nonché capiti e riconosciuti nel loro essere nel mondo con modalità non convenzionali Solo in questo modo è possibile accompagnarli in uno sviluppo della personalità armonico e resiliente evitando il manifestarsi di comportamenti difficili da gestire e da comprendere, che minerebbero l’accettazione sociale sia in famiglia che all’esterno. Significa rivedere concetti educativi e modalità nuove di relazione con loro, anche molto diverse dalla propria esperienza di figli ed essere pronti a mettersi in gioco per imparare aiutarli ad esprimere se stessi e le loro grandi potenzialità.

Cosa dice la legge?

PAGINA IN MANUTENZIONE
Con la nota n. 562 del 3 aprile 2019 il MIUR ha fornito alcuni chiarimenti sugli studenti con bisogni educativi speciali. Tali alunni, scrive la nota, è bene che siano individuati negli anni dell’infanzia, anche se una certificazione di DSA può essere rilasciata solo al termine del secondo anno di scuola primaria; la nota recita:”È pertanto della massima importanza svolgere osservazioni quanto più possibile sistematiche e coerenti rispetto ai comportamenti attesi, sulla base dell’età anagrafica, da parte di ciascun bambino. Ciò anche al fine di dare continuità all’azione pedagogica e rafforzando un dialogo fra gli insegnanti della scuola dell’infanzia e gli insegnanti della scuola primaria.”Nella nota in esame si mette in primo piano l’attenzione che si deve avere nei riguardi di tali studenti negli Esami di Stato del I e del II ciclo.
In particolare, si comunica che con apposita nota in corso di emanazione da parte della Direzione generale per gli ordinamenti scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione relativa allo svolgimento degli esami di Stato del primo ciclo di istruzione, saranno fornite utili precisazioni anche con riferimento agli alunni con bisogni educativi speciali. Tale prossima nota si aggiunge a quanto già scritto nell’ordinanza ministeriale n. 205 dell’11/03/2019 relativa agli esami di Stato per i percorsi di istruzione secondaria di secondo grado, all’art. 21.

La nota 562 invita a considerare tra gli alunni BES anche quelli ad alto potenziale intellettivo.
Con un profilo BES è possibile attuare per questi studenti la personalizzazione degli insegnamenti, la valorizzazione degli stili di apprendimento individuali e il principio di responsabilità educativa.
La decisione di inserire gli studenti ad alto potenziale intellettivo tra i BES è appannaggio dei consigli di classe, o Team Docenti della primaria che, in presenza di eventuali situazioni di criticità con conseguenti manifestazioni di disagio, possono adottare metodologie didattiche specifiche in un’ottica inclusiva, sia a livello individuale sia di classe, valutando l’eventuale convenienza di un percorso di personalizzazione formalizzato in un PDP.

Mio Figlio ce la farà?

Certo! SE…. :
Il contesto circostante lo aiuta in modo adeguato, si forma e lavora, se necessario, a fianco di professionisti preparati.
E’ dotato di personalità resiliente o viene aiutato a svilupparla, viene capito, ed accettato, con la volontà di agire per conoscere, comprendere, e fare le azioni per mettere il/la bambino/a nella condizione migliore possibile per nutrire il potenziale e supportare gli aspetti di difficoltà emotive, comportamentali e di apprendimento, qualora ce ne siano.

Potrò permettermelo? Quali aiuti?

I percorsi personalizzati sui bisogni reali sono molto diversificati. In generale la nostra associazione intende aiutare i ragazzi e i genitori adeguando le richieste di contributo per gli interventi attuati, alle loro reali capacità economiche. Gli interventi sono sempre orientati alla ricerca di strategie gestibili anche dalla famiglia, fornendo una assistenza a distanza ed incontri di verifica periodici con gli esperti.

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