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Sigle, Acronimi, Parole Significanti

Elenco, in ordine alfabetico, dei termini, delle sigle, degli acronimi e dei codici maggiormente usati nel campo dei BES/DSA

BES - Bisogni Educativi Speciali (BES)

L’area dello svantaggio scolastico è molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit. In ogni classe ci sono alunni che presentano una richiesta di speciale attenzione per una varietà di ragioni: svantaggio sociale e culturale, disturbi specifici di apprendimento e/o disturbi evolutivi specifici, difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse. Nel variegato panorama delle nostre scuole la complessità delle classi diviene sempre più evidente. Quest’area dello svantaggio scolastico, che ricomprende problematiche diverse, viene indicata come area dei Bisogni Educativi Speciali (in altri paesi europei: Special Educational Needs). Vi sono comprese tre grandi sotto-categorie: quella della disabilità; quella dei disturbi evolutivi specifici e quella dello svantaggio socioeconomico, linguistico, culturale. Per “disturbi evolutivi specifici” intendiamo, oltre i disturbi specifici dell’apprendimento, anche i deficit del linguaggio, delle abilità non verbali, della coordinazione motoria, ricomprendendo – per la comune origine nell’età evolutiva – anche quelli dell’attenzione e dell’iperattività, mentre il funzionamento intellettivo limite può essere considerato un caso di confine fra la disabilità e il disturbo specifico. Per molti di questi profili i relativi codici nosografici sono ricompresi nelle stesse categorie dei principali Manuali Diagnostici e, in particolare, del manuale diagnostico ICD-10, che include la classificazione internazionale delle malattie e dei problemi correlati, stilata dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) e utilizzata dai Servizi Sociosanitari pubblici italiani. Tutte queste differenti problematiche, ricomprese nei disturbi evolutivi specifici, non vengono o possono non venir certificate ai sensi della legge 104/92, non dando conseguentemente diritto alle provvidenze ed alle misure previste dalla stessa legge quadro, e tra queste, all’insegnante per il sostegno. La legge 170/2010, a tal punto, rappresenta un punto di svolta poiché apre un diverso canale di cura educativa, concretizzando i principi di personalizzazione dei percorsi di studio enunciati nella legge 53/2003, nella prospettiva della “presa in carico” dell’alunno con BES da parte di ciascun docente curricolare e di tutto il team di docenti coinvolto, non solo dall’insegnante per il sostegno.

Certificazione

Documento, con valore legale, che attesta il diritto dell’interessato ad avvalersi delle misure previste da precise disposizioni di legge, le cui procedure di rilascio ed i conseguenti diritti che ne derivano sono disciplinati dalle suddette leggi e dalla normativa di riferimento.

Diagnosi

Per “diagnosi” si intende un giudizio clinico, attestante la presenza di una patologia o di un disturbo- Può essere rilasciato da un medico, da uno psicologo o comunque da uno specialista iscritto negli albi delle professioni sanitarie. A questo proposito si ricorda che in Italia soltanto gli psicologi (L.56/89) e i medici possono rilasciare diagnosi cliniche.
Guarda il faxsimile di una relazione clinica Diagnosi »

Codice Nosografico

Rappresenta il processo attraverso il quale si giunge all’identificazione, ossia alla definizione diagnostica, univoca, del disturbo.
Tabella: codici nosografici dei DSA
Codice nosografico ICD-10 **
Definizione secondo ICD-10—————Tipo di disturbo
F81.0 Disturbo specifico della lettura—————Dislessia
F81.1 Disturbo specifico della compitazione—————Disortografia
F81.2 Disturbo specifico delle abilità aritmetiche—————Discalculia
F81.3 Disturbi misti delle abilità scolastiche—————DSA in comorbilià
F81.8 Altri disturbi evolutivi delle abilità scolastiche—————Disgrafia

Didattica Individualizzata

La didattica individualizzata consiste nelle attività di recupero individuale che può svolgere l’alunno per potenziare determinate abilità o per acquisire specifiche competenze.

Didattica Personalizzata

La didattica personalizzata si riferisce all’ offerta didattica, e alle modalità relazionali. Si basa sulla singolarità di ciascun alunno. Tenendo sempre presenti i bisogni educativi che caratterizzano la classe.Deve anche considerare le differenze individuali soprattutto sotto il profilo qualitativo. La finalità è quella di promuovere l’accrescimento dei punti di forza di ciascun alunno, lo sviluppo consapevole delle sue ‘preferenze’ e del suo talento.

PDP

È chiamato in questo modo il documento di programmazione con il quale la scuola definisce gli interventi che intende mettere in atto nei confronti degli alunni con esigenze didattiche particolari ma non riconducibili alla disabilità.
Per gli alunni con DSA, un documento di programmazione personalizzato (il PDP, appunto) è di fatto obbligatorio; i contenuti minimi sono indicati nelle Linee Guida del 2011, come pure i tempi massimi di definizione (entro il primo trimestre scolastico).

Deve contenere:
  • 1. Dati anagrafici
  • 2. Tipologia del disturbo
  • 3. Attività didattiche individualizzate.
  • 4. Attività didattiche personalizzate
  • 5. Strumenti compensativi
  • 6. Misure dispensative
  • 7. Forme di verifica e valutazione personalizzata

Strumenti Compensativi

Gli strumenti compensativi sono strumenti didattici e tecnologici che sostituiscono o facilitano la prestazione richiesta nell’abilità deficitaria. Fra i più noti indichiamo:
  • 1. la sintesi vocale, che trasforma un compito di lettura in un compito di ascolto;
  • 2. il registratore, che consente all’alunno o allo studente di non scrivere gli appunti della lezione;
  • 3. i programmi di video scrittura con correttore ortografico, che permettono la produzione di testi sufficientemente corretti senza l’affaticamento della rilettura e della contestuale correzione degli errori;
  • 4. la calcolatrice, che facilita le operazioni di calcolo;
  • 5. altri strumenti tecnologicamente meno evoluti quali tabelle, formulari, mappe concettuali, etc. Tali strumenti sollevano l’alunno o lo studente con DSA da una prestazione resa difficoltosa dal disturbo, senza peraltro facilitargli il compito dal punto di vista cognitivo. L’utilizzo di tali strumenti non è immediato e i docenti – anche sulla base delle indicazioni del referente di istituto – avranno cura di sostenerne l’uso da parte di alunni e studenti con DSA.

Strumenti Dispensativi

Le misure dispensative sono invece interventi che consentono all’alunno o allo studente di non svolgere alcune prestazioni che, a causa del disturbo, risultano particolarmente difficoltose e che non migliorano l’apprendimento. Per esempio, non è utile far leggere a un alunno con dislessia un lungo brano, in quanto l’esercizio, per via del disturbo, non migliora la sua prestazione nella lettura. Rientrano tra le misure dispensative altresì le interrogazioni programmate, l’uso del vocabolario, poter svolgere una prova su un contenuto comunque disciplinarmente significativo, ma ridotto o tempi più lunghi per le verifiche. L’adozione delle misure dispensative, dovrà essere sempre valutata sulla base dell’effettiva incidenza del disturbo sulle prestazioni richieste, in modo tale da non differenziare, in ordine agli obiettivi, il percorso di apprendimento dell’alunno o dello studente in questione.

Trattamento riabilitativo e abilitativo - differenze

Si definisce “Trattamento” l’insieme delle azioni dirette ad aumentare l’efficienza di un processo alterato.
E’ gestito da un professionista sanitario, ha caratteristiche di specificità sia per gli obiettivi a cui si indirizza, sia per le caratteristiche metodologiche e le modalità di erogazione.
La Riabilitazione è “un processo di soluzione dei problemi e di educazione nel corso del quale si porta una persona a raggiungere il miglior livello di vita possibile sul piano fisico, funzionale, sociale ed emozionale, con la minor restrizione possibile delle scelte operative” (LG Riabilitazione Nazionali GU 124 30/05/98 Min. Sanità).

La riabilitazione si pone come obiettivi:
  • a) la promozione dello sviluppo di una competenza non comparsa, rallentata o atipica;
  • b) il recupero di una competenza funzionale che per ragioni patologiche è andata perduta;
  • c) la possibilità di reperire formule facilitanti e/o alternative.
L’Abilitazione, nell’ambito dei DSA è l’insieme degli interventi volti a favorire l’acquisizione, il normale sviluppo e l’utilizzo funzionale dei contenuti di apprendimento scolastico (lettura, scrittura, calcolo, ecc). L’abilitazione è da intendersi come un insieme di interventi di tipo pedagogico-educativi in senso lato.

Dislessia Compensata, Persistente, Recuperata
La Dislessia Evolutiva all'Università (Prof. Giacomo Stella)

La Dislessia è una disabilità specifica dell’apprendimento di natura neurobiologica. Essa è caratterizzata dalla difficoltà ad effettuare una lettura accurata e/o fluente e da abilità scadenti nella scrittura e nella decodifica. Queste difficoltà tipicamente derivano da un deficit nella componente fonologica del linguaggio che è spesso inattesa in rapporto alle abilità cognitive e alla garanzia di un’adeguata istruzione scolastica.Conseguenze secondarie possono includere i problemi di comprensione nella lettura e una ridotta pratica della lettura che può impedire la crescita del vocabolario e della conoscenza generale.
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