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Iniziativa “Parlando si migliora”

Chi parla migliora: Io Firmo!

Combattere la dispersione scolastica favorendo, con apposite misure, il successo personale e formativo di ogni individuo: questa, in linea di massima, è la ratio della legge 170/2010 e delle direttive sui BES del dicembre 2012 e marzo 2013.
Per raggiungere lo scopo la norma raccomanda la alleanza sinergica tra scuola famiglia specialisti e figure professionali che partecipano al processo formativo dell’alunno.

L’associazione Distranoi APS sulla base di innumerevoli segnalazioni e testimonianze degli iscritti e delle famiglie, rileva che a distanza di dieci anni dalla legge 170, la situazione nelle scuole è molto difficile per tanti alunni, a causa di inadempienze, stravolgimenti e decisioni arbitrarie.

01 La Centralità Dei Bisogni Degli Alunni Ignorati 1
02 La Centralità Dei Bisogni Degli Alunni Ignorati 2
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Si adottano PDP redatti dalla scuola senza il minimo coinvolgimento delle famiglie, alle quali non viene data alcuna possibilità di confrontarsi sulle misure necessarie a superare eventuali problemi che potrebbero essere insorti durante lo studio a casa.

Si trascura di leggere le diagnosi, che contengono informazioni basilari sulle difficoltà, ma anche sui punti di forza messi in evidenza dalla valutazione testistica e specialistica, e/o si redigono PDP che sono copia e incolla gli uni dagli altri senza alcuna vera personalizzazione (è capitato che ragazzi con un QI ai limiti superiori della norma abbiano avuto lo stesso PDP di compagni che raggiungevano il punteggio minimo ed avevano caratteristiche e bisogni totalmente diversi).

Si privilegia l’organizzazione scolastica al bisogno dell’alunno: la voce: “evitare di sovrapporre più prove nella stessa giornata” viene accompagnata, spesso, da “se l’organizzazione scolastica lo consente” e sistematicamente i ragazzi si trovano ad affrontare nello stesso giorno due o tre prove non sostenibili per loro.

In aggiunta, poichè secondo la normativa che regola il funzionamento delle scuole in epoca di pandemia, la didattica in presenza è permessa per i laboratori, molte scuole sfruttano questa opportunità per inserire le verifiche, ammassandone quante più possibili nella stessa giornata, indifferenti al fatto che questo sia particolarmente penalizzante per gli alunni con bisogni speciali.

Non si permette la registrazione delle lezioni ai fini di studio in nome della privacy nonostante il Garante abbia dichiarato che la possibilità di registrare debba essere concessa in quanto è prevalente la necessità di studio.

Si stravolgono le misure compensative e dispensative indicate da buona prassi e recepite dal MIUR e compaiono voci che dicono “si dispensa dallo studio mnemonico tranne che per quello ritenuto importante dal docente” oppure “si ridurrà il carico di lavoro domestico se il docente lo riterrà opportuno” o ancora si abbassano i voti quando le verifiche sono svolte con l’uso degli strumenti compensativi.

Si vieta l’utilizzo di mappe non ritenute idonee senza spiegarne la motivazione o insegnarne la  predisposizione oppure per permetterne l’uso durante interrogazioni, si chiede di visionarle con largo anticipo compromettendo l’organizzazione dello studio e creando grosse difficoltà, tanto che diversi ragazzi non le portano e svolgono le verifiche privi di strumenti.

Mancano spesso le personalizzazioni delle prove di verifica e delle valutazioni che, devono, invece, essere adattate alla caratteristiche di ciascuno studente.

Qualche scuola impedisce il contatto tra tutor privato e docente, contatto indispensabile per un lavoro sinergico e funzionale al successo formativo.

Questi sono solo alcuni dei problemi che i ragazzi e le famiglie si trovano ad affrontare quotidianamente.
Ogni ragazzo con DSA, pur in presenza di capacità cognitive assolutamente nella norma o superiori alla norma, a causa delle sue caratteristiche deve affrontare una maggior fatica nello studio e le inadempienze sopra descritte, che al lettore potrebbero apparire piccole cose, sono invece fardelli talvolta insormontabili che minano pesantemente la motivazione, l’autostima e la possibilità di apprendimento.

Vogliamo denunciare queste situazioni raccogliendo altre e quanto più numerose possibili  testimonianze di chi le stia vivendo e subendo.

Solo affrontandoli davvero, i problemi possono essere risolti ed i nodi appianati ed è quello che ci proponiamo di fare con l’aiuto di tutti quelli che credono sia importante che nessuno possa dire “_non sapevo” e che ogni alunno possa dire “ce la posso fare” in un’ottica pro sociale di valorizzazione delle singole peculiarità oltre ad inviarie la tua fondamentale testimonianza.

Firma con noi questa lettera inviandoci i tuoi dati per la firma e o la tua testimonianza Parlandosimigliora@distranoi.org pubblicheremo il tuo nome di battesimo e la tua città su questo sito proteggendo gli altri dati. Più siamo più forte diventa la nostra voce.

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